Sam Havadtoy, Walt Disney incontra la bellezza neoclassica

Il viaggio, breve o lungo che sia, in mete calde ed assolate o in luoghi rigidi e ventosi, lascia sempre una sensazione di benessere. Il viaggio arricchisce e rende le persone più consapevoli, più speranzose ed armoniche. Si parte con una valigia e si ritorna sempre con numerosi bagagli immaginari colmi di esperienze uniche, momenti indimenticabili ed emozioni vissute che rimarranno sempre scolpite dentro di noi. Il viaggio di cui voglio scrivere è quello che ho intrapreso nella giornata di ieri alla volta della Villa Reale di Monza. Ad attirare la mia attenzione è stato il nome di un’artista inglese, Sam Havadtoy, una delle personalità più interessanti ed originali, nati dalla scena newyorkese tra gli anni settanta e ottanta.

Bugs Bunny e Betty Boop invitati a corte da Sam Havadtoy

Varcati i cancelli della Villa Reale, ammirata l’enorme fontana situata all’ingresso nei giardini, scattata la foto di rito intorno ad una cornice baroccheggiante con sfondo il palazzo, si entra in un’ampia sala dalla quale ha inizio l’incantesimo. Infatti, una serie di opere inedite, tra sculture, dipinti, oggetti e arazzi, riflettono sul concetto di originalità e autenticità, e sono fonte di ammirazione attirando su di esse l’attenzione dei visitatori.

Sam Havadtoy è solito realizzare sculture in bronzo che riproducono eroi dell’animazione quali Bugs Bunny o Betty Boop realizzati seguendo la sua cifra stilistica più caratteristica, ovvero l’utilizzo del merletto: frammenti di pizzo incollati sulle opere e ricoperti di colore strato dopo strato, in modo da creare un gioco di vuoto e pieno che diventa l’elemento distintivo di ogni singola opera.

Sam Havadtoy, amico di Andy Warhol e Yoko Ono

Nato a Londra nel 1952, Sam Havadtoy, trasferito poi a New York, subisce le influenze del panorama artistico vivace e controcorrente che si respirava negli anni settanta nella metropoli. A braccetto con personalità di spicco come Andy Warhol e Yoko Ono, dà vita ad opere che rimarranno indelebili nel panorama della Pop Art. I colori, l’apparente leggerezza che traspare dalla selezione dei soggetti, il trattamento frivolo, divertente, persino un po’ sfacciato sono tratti distintivi che l’artista ha voluto portare all’interno della Villa Reale di Monza, nella quale le opere si armonizzano e convivono con la sontuosità barocca e neoclassica delle sale e degli arredi.

Il tema dell’interference è il filone che Piero Addis, direttore del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, ha voluto mettere in atto, programma nel quale gli artisti propongono un corto circuito delle proprie opere tra le sale antiche del palazzo. Gesualdo Bufalino, scrittore e poeta italiano dello scorso secolo, diceva che gli individui viaggiano per perdersi o per ritrovarsi, mentre Italo Calvino affermava che di una città non si apprezzano le sette o le settantasette meraviglie ma la risposta che essa dà alle proprie domande.

La mostra dal titolo “Sam Havadtoy. Nobody Sees Me Like I Do” visibile fino al 22/04/2018, ha arricchito di contenuti i miei bagagli, e voi siete pronti a rispondere alle vostre domande?

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Sono un architetto che ama l'arte, la moda e l'arredamento. Ho concepito Ice Cream Architecture come una piattaforma nella quale condividere insieme a voi le opere di architettura, di interior e urban design che maggiormente hanno attirato la mia attenzione. Per info e collaborazioni contattatemi al mio indirizzo mail panarellof@hotmail.it e sarò lieto di rispondervi e dialogare insieme a voi.

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