Progettare con i container – Paratissima 14

Lo scorso venerdì ho avuto il piacere di partecipare all’incontro dal titolo: “Progettare con i container” che si è svolto durante Paratissima, manifestazione artistica che ogni anno riempie la città di Torino di numerose opere d’arte che diffondono brio nei cittadini piemontesi. Lasciati ispirare da questo nuovo modo di fare architettura continuando a leggere l’articolo.

Quest’anno Paratissima, che si è tenuta presso l’ex Caserma La Marmora, è giunta alla sua quattordicesima edizione. L’edificio è caratterizzato da diverse ali, ognuna delle quali ospitava le installazioni degli artisti e simpaticissimi market di oggetti realizzati a mano. A primeggiare nel cortile però era un container, dal colore fucsia e nero, progettato da Massimo Bertero, titolare della Temerario Custom Faber, giovane realtà che si occupa proprio di riutilizzare i container da trasporto conferendo loro nuova vita. Obiettivo pienamente raggiunto, infatti, nel cortile della caserma il vecchio container è divenuto l’info-point della manifestazione.

L’importanza di celebrare la diversità

Il tema di Paratissima 14 era “Feeling different”, quindi sentire differente, pensare fuori dal coro. La diversità viene così celebrata e diviene un valore aggiunto non solo per se stessi, ma anche per il mondo che ci circonda. L’input è quello di essere open minded, aprirsi alle novità e non essere legati a catene e pregiudizi.

Proprio all’interno di questo filone di pensiero si colloca la figura del container, oggetto che si allontana dall’architettura tradizionale e per questo molte volte considerato “diverso”, nuovo, di difficile accettazione. Ma Paratissima spinge al dialogo, all’unione di più correnti, al conoscere per crescere insieme. Ed è così che si è sentita la necessità di tenere un incontro su questo interessante oggetto, permettendo di farlo conoscere come un’ottima soluzione ed alternativa architettonica.

Un pomeriggio di qualche settimana fa Raffaella Lecchi, Cultural Activities Manager della Fondazione per l’Architettura di Torino, mi ha contattato per fare da moderatore durante la conferenza. Essendo un tema a me caro ed incuriosito da questo importante ruolo ho accettato con grande entusiasmo. Durante un pranzo ho conosciuto i relatori che hanno poi preso parte all’incontro: Luca Macrì, docente presso lo IAAD di Torino, Gian Carlo Tranzatto e Luca Domenichelli, architetti dello studio U-Layer di Torino e realizzatori degli info-point della città, e Massimo Bertero.

Il container suscita attrattività ed interesse

L’affluenza è stata numerosa, questo a significare che il tema del container in architettura è molto sentito tra gli addetti ai lavori, ma non sono mancati curiosi che trovano in questo parallelepipedo una fonte attrattiva molto forte. La progettazione con i container fa parte di un nuovo modo di fare architettura, che sempre più sta calamitando l’attenzione non solo dei progettisti, ma anche del grande pubblico, che vede in essa un’alternativa veloce, pratica e poco dispendiosa per realizzare installazioni urbane e piccole case dove abitare.

Usato per scopi abitativi, il container, si presta anche per essere convertito in hotel, ristoranti, cliniche temporanee, biblioteche itineranti o negozi che fanno di questo grande lego un’insegna, una bandiera del proprio brand. Un ringraziamento caloroso va anche a Roberto Albano di Paratissima e allo IAAD di Torino, che insieme alla Fondazione per l’Architettura di Torino hanno permesso la realizzazione di questo incontro, che ha reso a fine serata tutti un po’ più ricchi, un po’ più diversi!

Container temporary shop

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Moodboard: Federico Panarello

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Sono un architetto che ama l'arte, la moda e l'arredamento. Ho concepito Ice Cream Architecture come una piattaforma nella quale condividere insieme a voi le opere di architettura, di interior ed urban design che maggiormente hanno attirato la mia attenzione. Per info e collaborazioni contattatemi al mio indirizzo mail panarellof@hotmail.it e sarò lieto di rispondervi e dialogare insieme a voi.

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